Malpensa 2000: Odissea di uno strazio.

Il governatore della Lombardia Formigoni, in accordo con il sindaco di Milano Moratti e la Sea hanno serenamente avanzato la richiesta al nostro (ex) governo di 1 miliardo e 250 milioni di euro, quale risarcimento per la smobilitazione che prossimamente Alitalia effettuerà dallo scalo milanese e succesiva rilevante riduzione dei voli dallo stesso. Formigoni, la Moratti e la Sea non si stanno chiedendo invece quanto gli italiani dovrebbero chiedere a loro quale risarcimento per tutti i soldi investiti nello scalo milanese a fronte di effettivi benefici per la comunità e che ha contribuito dal ’98 ad oggi al fallimento di Alitalia.

La storia di Malpensa non è datata 2008 ma ricade bensì nell’ambizioso progetto che fu di Malpensa 2000 e lo protremmo definire come un dono regalatoci dal governo Prodi ancora in carica nel 1998. Suo e dell’allora ministro dei trasporti Claudio Burlando, attuale presidente della Regione Liguria (lo stesso che Il 16 settembre 2007 ha imboccato contromano uno svincolo autostradale).

 

Si potrebbe credere che Malpensa 2000 sia frutto di una lungimiranza politica d’altri tempi, ma viene spontaneo porsi una domanda. Perché se nei principali Paesi europei e relative città (Parigi, Londra, ecc.) le compagnie di bandiera hanno un unico HUB intercontinentale di riferimento noi in Italia abbiamo deciso di averne addirittura due? E’ perché siamo un Paese che è troppo avanti o è perché siamo troppo indietro?

 

Per dare origine a Malpensa 2000 così fortemente voluto dal Nord, ma ancora di più dalla Lombardia, sono stati spesi miliardi di lire e miliardi di euro, ci si è scontrati in Commissione Europea diverse volte, si è imposto per decreto il declassamento di Linate e la sua inibizione di crescita e si è impattato sul già preesistente traffico aereo di Fiumicino. In aggiunta si è sottoposta la compagnia di Bandiera, Alitalia, ad una doppia gestione avendo sul territorio due HUB intercontinentali di pari livello. Le conseguenze sono adesso sotto gli occhi di tutti.

 

Di per se, in una Penisola come l’Italia, pensare di fare un unico scalo intercontinentale all’estremo nord farebbe incuriosire molti ma noi siamo italiani e ci possiamo permettere questo ed altro. Non vi è dubbio che nel nord c’è un alto tasso di industrializzazione, ragione non sufficiente però per sconvolgere il sistema aeroportuale di un’intera Nazione. Tanto più che i fatti hanno dimostrato che con l’avvento dei voli low-cost aeroporti come Linate e Ciampino sono in pratica rifioriti mentre Malpensa con i suoi 43 Km. di distanza da Milano ha continuato la sua costante flessione di traffico, dal 2000 sino al 2007, arrivando ad essere allo stesso livello di Fiumicino (dati assaeroporti), in sostanza due aeroporti che fanno la stessa cosa e costi doppi. Niente male per essere un progetto lungimirante.

Il nord, o meglio la Lombardia, si giustifica affermando che il loro è traffico business, in altre parole per lo più di lavoro, appunto per quello un qualcosa strettamente legato ad affari che poco ha a che fare con turismo e soggiorno prolungato, una tappa mordi e fuggi che sicuramente fa comodo al nord ma che non vale il baraccone Malpensa e gli investimenti fatti. Tutto questo in considerazione del fatto che altri aeroporti che non sono Malpensa riescono ad assorbire egregiamente il traffico a livello europeo. Sappiamo che Malpensa è gestita da SEA, quello che non si dice o quasi è che circa l’85% delle quote di SEA è in possesso al comune di Milano, quindi l’interesse su Malpensa era meno nobile di quanto può sembrare poichè non si puntava ad un grande aeroporto per l’Italia ma ad un aeroporto per il nord, da cui il comune di Milano avrebbe incassatto soldi come da una gallina dalle uova d’oro con buona pace di tutti i cittadini italiani che per effettuare voli intercontinentali dovevano fare già una traversata qui in Italia.

 

Chiaramente ciò che la politica non ha fatto (strano!) è stato quello di investire più che su Malpensa nelle infrastrutture presenti sul territorio. Sia per ragioni geografiche, che logistiche, (vedi capitale d’Italia) Fiumicino doveva essere l’HUB intercontinentale che Alitalia poteva gestire con minor dispendio di risorse, allo stesso modo doveva prevedere un collegamento ferroviario ad alta velocità Roma-Milano-Roma, oltre che competitivi aerei navetta empre Roma-Milano-Roma, nel contempo dare spazio agli altri aeroporti in modo da gestire ed integrare il traffico favorendo l’aeroporto milanese con servizi a hoc per rotte commerciali o Business. Poichè sia ben chiaro che ciò che porta maggior introiti non è il volo business ma il turismo e Roma suo malgrado rimane al centro del turismo e al centro dell’Italia.

Non per essere pignolo ma in altri Paesi europei ci sono tratte ferroviarie ad alta velocità che sono di fatto entrate in concorrenza con alcuni voli presenti sul territorio nazionale.

 

La cosa che attualmente risulta più preziosa a Malpensa sono gli slot che Alitalia lascerà liberi, speriamo che almeno in questo la politica non compia un ennesimo passo falso.

 

Per approfondire:

 

sito Assaeroporti:

http://www.assaeroporti.it/fin.asp

sito La voce:

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000083.html

blog:

http://unicomal.blogspot.com/2007/12/lettera-al-direttore-di-beppe-balzarini.html

 

Aggiornamento:

La terza sezione del TAR del Lazio, presieduta da Stefano Baccarini, ha respinto dopo tre ore di camera di consiglio il ricorso presentato da Air One contro Air France per l’esclusiva nella trattativa con Alitalia. 

 

Malpensa 2000: Odissea di uno strazio.ultima modifica: 2008-02-29T13:16:38+00:00da robespierre2000
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