Petrolio, la rivincita della preistoria!

Chi se lo sarebbe mai immaginato che un combustibile fossile come il petrolio, derivato da sostanze organiche ed incubato per migliaia e migliaia di anni, sarebbe diventato l’oro nero di oggi. E dire che all’inizio fu anche piuttosto schifato, sino a quando non ci si rese conto che dal petrolio si poteva estrarre un’infinità di prodotti tra cui la tanta amata/odiata benzina. Ma come al solito se è vero che per effetto dell’aumento del prezzo del greggio, con otre 100 dollari al barile, la benzina aumenta un pò in tutta Europa in Italia, come sempre, deteniamo il primo posto per il prezzo più alto; e perché? Perchè gravato, guarda caso, da un maggior numero di tasse.

In piena campagna elettorale potrebbe diventare argomento di discussione visto che ne il governo di destra, ne il governo di sinistra si sono mai preoccupati del problema; ma già, dimenticavo, loro le auto le hanno gratis e la benzina non la pagano, quiandi la cosa non gli tange.

Tornando al discorso benzina, oltre alla solita cantilena della speculazione dei petrolieri, della rete di distribuzione dispersiva e inadeguata c’è un fattore su cui un governo dovrebbe e potrebbe intervenire, la tassa sui carburanti.

Non che gli altri fattori siano meno determinanti ma mentre su petrolieri e distribuzione c’è molto da lavorare quella delle tasse sui carburanti è di immediata attuazione e tecnicamente definita come accisa.

Per chi non lo sapesse sui nostri carburanti sono applicate ad oggi, anno 2008, le seguenti tasse: 

  • 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935
  • 14 lire per la crisi di Suez del 1956
  • 10 lire per il disastro del Vajont del 1963
  • 10 lire per l’alluvione di Firenze del 1966
  • 10 lire per il terremoto del Belice del 1968
  • 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976
  • 75 lire per il terremoto dell’Irpinia del 1980
  • 205 lire per la missione in Libano del 1983
  • 22 lire per la missione in Bosnia del 1996
  • 39 lire (0,020 euro) per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004

tutte queste tasse sommate insieme fanno 486 Lire pari a circa 0.25 centesimi se riportate all’attuale Euro.

Secondo una linea guida di un Paese democratico, civile e leale verso i propri cittadini/elettori l’applicazioni di tali tasse andrebbe strettamente legato alla durata dell’evento starordinario che le ha generate.  Ma noi siamo in Italia, un paese che non è niete di tutto quello che ho menzionato prima e così succede che a distanza di 73 anni (avete letto bene) ci ritroviamo a pagare la tassa sulla guerra in Abissinia. Oppure a distanza di 52 anni quello sulla crisi di Suez. Qualcosa che ha veramente del Fantozziano.

La cosa chiaramente che la politica non dice è che queste tasse da straordinarie sono diventate ordinarie e destinate ad altro uso, poiché ovviamente in guerra, in Abissinia, gli italiani non ci sono più (per fortuna, aggiungo io). In questo modo quello che inizialmente era un piccola tassa provvisoria della durata di un breve periodo si è trasformata per un miracolo politico in una tassa fissa e perenne ma soprattutto destinata ad un uso diverso da quello formulato inizialmente ed attualmente sconosciuto.

La cosa poi ancora più bella è che sulle accise grava anche l’ulteriore tassa dell’ IVA così in pratica se lo stato togliesse l’assurdità delle accise un litro di Verde dagli attuali 1.4 € al litro potrebbe scendere a 1.1 € al litro; mica male vero?

Altra cosa curiosa da chiedersi è, come mai il diesel, meno pregiato e meno raffinato nei processi di lavorazione rispetto alla benzina, nel corso degli anni è aumentato molto di più della benzina? Guarda caso nello stesso periodo è aumentato in Italia il parco circolante di auto diesel, ma che incredibile coincidenza. Quindi politica e petrolieri si sono dati da fare per spremere ben, bene questa gallina dalle uova d’oro. Ecco, prima di andare a votare pensate anche a questo.

Petrolio, la rivincita della preistoria!ultima modifica: 2008-02-27T22:06:05+00:00da robespierre2000
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